La furbizia della Pixar: Toy Story 3 e lo spot vintage di Lotso

Sempre più spesso le case  produttrici di film ne inventano di tutti i colori pur di promuovere i loro prodotti. Una delle strade è ad esempio quella di inventarsi finti articoli correlati al film per stuzzicare la curiosità degli spettatori. L’abbiamo visto con the Blair Witch Project, in cui erano state create finte prove del caso di sparizione dei ragazzi protagonisti del film, tramite libri, articoli etc.

Con Donnie Darko, allo stesso modo, era stato pubblicato un libro sui viaggi nel tempo scritto da uno dei personaggi del film, la “vecchia” pazza ex-scienziata, che nella realtà non è mai esistita.

E ora la Pixar ci stupisce con lo spot “vintage” creato su misura per Lotso, l’huggin-bear dell’ultimo Toy Story: un orsetto che sa di fragola, all’ apparenza  buono  e coccoloso ma che si scoprirà pian piano essere un dittatore dei peggiori, ai livelli del “Vecchio Maggiore” de “La fattoria degli animali” di Orwell.

Quindi “Tutti i giocattoli sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri?

A quanto pare sì, dal momento che al giocattolo Lotso è stata attribuita più importanza rispetto agli altri, e ce lo dimostra questo spot che ricrea perfettamente le atmosfere delle pubblicità anni 80: colori tenui, voci fuori campo un pò ovattate, nessun fastidioso effetto speciale, riprese quasi amatoriali etc.

Una vera e propria campagna “virale”, quindi, che ci dimostra come la Pixar sia in grado non solo di inventare storie che non verranno mai dimenticate e avranno un seguito, se non sullo schermo, almeno sulla mente dei bambini (e non solo), ma abbia anche il potere di spostare ovunque nel passato l’INIZIO di queste storie: così per Massimo Bianconi e per tutti noi, il confine tra realtà e finzione si farà sempre più blando.

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2 risposte a La furbizia della Pixar: Toy Story 3 e lo spot vintage di Lotso

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