Recensione Eclipse aka “Eclissi di Pazienza” per Massimo Bianconi

Sottotitolo: “A Total Eclipse of the Patience”

Non vi parlerò della trama, di quel che succede fra i protagonisti, dei baci vampireschi, degli episodi precedenti e quelli futuri, anche perchè l’aspetto più interessante dell’andare a vedere Twilight – Eclipse al cinema, per chi ha avuto il fegato di farlo magari pregato da una fidanzata o un’amica “invasata”, non è certamente il film ma il pubblico in sala.
Ogni generazione di teenagers “urlanti” ha avuto i propri miti: sembra che le ragazzine in età adolescenziale siano quasi obbligate, da un contratto con Madre Natura, ad avere i propri punti di riferimento nei “bellocci” da copertina che popolano cinema e musica di serie B.
I grandi produttori lo sanno e siccome tutto, purtroppo, gira intorno ai $$$$, ogni due/tre anni siamo costretti a subire isterie di massa collettive e un inevitabile martellamento mediatico (che è più un martellamento di qualcos’altro) .
In questo senso l’esperienza “Twilight-Eclipse” diventa soprattutto uno studio sociologico: ragazzine che commentano ogni minima scena, ogni minimo primo piano, che urlano appena i due protagonisti si avvicinano, imprecano se il bacio tanto sospirato non avviene e che…
in qualche modo, giustificano i soldi spesi per un film veramente terribile.
.. E con questo, mi eclisso.

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